venerdì 11 agosto 2017

Campioni del Borgo


Come sempre esco da lavoro in ritardissimo, sulla Pontina sfreccio come Automan con il cursore a rincorrere. Arrivo a casa dei miei suoceri che sembra un pit-stop in Formula1: entro, saluti, doccia, cambio abito tipo Superman nella cabina telefonica; mio figlio LA mi aspetta con i riflessi pronti tipo Spiderman, ci infiliamo in macchina, allacciamo le cinture, i copertoni ce li hanno cambiati i meccanici dei box con le loro tute ignifughe, tolgono le coperte termiche e PARTIAMOOOO! VRUUUMMMMM… Dopo 10 minuti siamo di nuovo sulla Pontina, che per chi non lo sapesse è tra le strade più  pericolose d’Italia (qui) e ci passo un terzo dell’anno a fare su e giù per lavoro.
Arriviamo in rigoroso ritardo alle Streghe, paninoteca storica di Latina dove ci aspettano Alessandro “Parolaccia” Negri e sua sorella Ilaria. Trangugiamo delle prelibatezze da rimanere a bocca aperta, ma le dosi sono talmente abbondanti che anche una “cloaca umana” come me non riesce a doppiare per un bis.
Perché siamo qui? Perché c’è da giocare a Campioni del Borgo, il gioco ideato da Alex, disegnato da Ilaria e playtestato e affinato grazie a Vincenzo e agli altri amici della ludoteca di Latina “Il quinto elemento”.

Poco più di un anno fa giocai a Campioni del Borgo durante una delle prime edizioni di Autori In Gioco (qui) un momento di importante incontro tra autori, editori e giocatori che si tiene a Roma grazie all’impegno e alla regia di Marco Piola Caselli e della sua cricca di amici.
In quell’occasione al tavolo coll'inseparabile Kuldran sentimmo subito una scintilla, un brivido nel trovare finalmente un germanone cinghialone ambientato nel tanto amato ambiente calcistico. Una sorta di Football Manager con tanto di torneo, sfide e classifica finale della stagione.
Con Alessandro poi è stata subito empatia, siamo rimasti in contatto perchè il suo gioco per me ha un grandissimo potenziale a mio avviso sottovalutato e mi piacerebbe tanto come amico e come giocatore di poter assistere alla nascita di una nuova scatola negli scaffali dei negozi di settore (fisici e virtuali).
Quando ho saputo che le ultime finiture erano state completate mi sono precipitato dalle sue parti per poter toccare con mano i cambiamenti e vedere di persona il nuovo prototipo. Per l’occasione ci siamo chiusi nell’unica ludoteca di Latina, un’associazione che va avanti grazie all’impegno e agli sforzi di pochi impavidi che mettono a disposizione parte del loro tempo e dei loro guadagni per diffondere il verbo ludico nella pianura pontina.
CAMPIONI DEL BORGO
Si tratta di un german per 2-4 giocatori della durata variabile dai 120 ai 180 minuti. Si vestono gli abiti di imprenditori nel mondo del calcio intenti a sviluppare il proprio stadio, allargando gli spalti, stringendo contratti con le televisioni locali, acquistando fuoriclasse dal mercato, alle prese con imprevisti e difficoltà che affliggono questo business. L’obiettivo non è però costruire la squadra più forte e vincere tutte le partite, ma creare la macchina d’affari più redditizia del borgo chiudendo il campionato con più soldi degli avversari. Essere primi in classifica può essere una delle strade per raggiungere questo obiettivo ma anche saper capire le potenzialità delle squadre avversarie, puntare sulla vittoria o sconfitta di uno o dell’altro, investire nel vivaio delle giovanili per far crescere delle stelle a “km zero”, mantenere alto il livello di allenamento dei giocatori, evitare di contrarre troppi debiti con la banca.
NOTTI MAGICHEEE... INSEGUENDO UN GOAAAAL!
Alessandro parte con la spiega che sono le 22 e in meno di 30 minuti siamo già con gli scarpini allacciati e i tacchetti che affondano nell’erba.
Il mazzo dei fuoriclasse è li che aspetta di essere spolpato, ma tra tutti io ambisco proprio a lui, ad Alex-Parolaccia, un attaccante di caratura, una punta di diamante che oltre ad essere l’autore del gioco è anche la testa d’ariete della squadra.

Campioni del borgo nasce come “ispirazione” delle serate del mercoledì del calcetto pontino dove tutti gli amici di Alessandro hanno un nickname e si contendono settimana dopo settimana la testa della classifica cannonieri, del miglior portiere, della difesa più arcigna… Insomma, Campioni del Borgo prende spunto da quelle abitudini tipicamente italiane che tutti noi abbiamo cavalcato o cavalchiamo tutt’ora (ostinandoci a non appendere quegli scarpini al chiodo nonostante i menischi fratturati, i legamenti a pezzi e la schiena ridotta come la Costa Concordia).
Al tavolo Ilaria è la disegnatrice, il braccio destro di Parolaccia e tra un esame e l’altro ha ricavato il tempo per realizzare la grafica e le caricature di tutti i giocatori che realmente hanno calcato il campo di calcetto del Tecariba. Tra questi anche Davide, il proprietario della ludoteca e altri personaggi che gravitano sulla scena ludica locale.
A completare il quartetto per la serata di prova c’è Vincenzo, brizzolato tipo Ravanelli, furbo come Foxy Lady; con lui possiamo dare il fischio d'inizio!

Come prima cosa si gira una carta opportunità/imprevisti che a fine turno determinerà un bonus/malus che colpirà tutti o solo quelli che rispondono alle specifiche indicazioni.
Poi in ordine di turno si piazza uno dei 4 dirigenti in dotazione ad ogni giocatore sulle zone del tabellone: -banca per recuperare un po’ di liquidità avanzando sul tracciato del tabellino delle track; -vivaio per potenziare le giovanili tramite allenamenti specifici; -diritti televisivi per stringere accordi con il network e fare più cassa per le partite; -scommesse per lucrare sui match avversari in termini di risultato e di punteggio finale; -upgrade della sede della squadra; -upgrade dello stadio; -upgrade del centro sportivo o allenamento della squadra per aumentare le entrate finanziarie e attivare una serie di bonus o per migliorare i valori della propria squadra; -campioni per aggiungere fuoriclasse al proprio team scegliendoli dal mazzo dei giocatori “d’oro”; -personaggi per aggiungere aiutanti e migliorare alcuni aspetti del gioco (allenamento, partita, attacco, difesa, modificatori etc.); -eventi per beneficiare di bonus one-shot da giocare entro il turno in corso.
Quindi un piazzamento lavoratori nel quale ci si alterna in ordine di turno a piazzare tatocci fino a completare il proprio pool di dirigenti; a questo punto si parte con la fase di campionato, si scende in campo e si gioca!
Da un apposito calendario si controllano le partite ancora da giocare e si schierano i calciatori per la partita; chi fa scommesse comunica il proprio pronostico sulla partita che non lo vede protagonista (per evitare inciuci) indicandolo sulla plancia e, se avrà indovinato, a fine partita incasserà denaro; ogni match è composto di due tempi durante i quali ogni giocatore prima attacca (mentre l’altro difende) e poi il secondo attacca mentre il primo difende. La squadra ospite ha un “bonus +2” da spendere in una delle 4 fasi del match, che va a sommarsi al risultato dei dadi: sì, i DADI! Si tirano tanti dadi quanti puzzilli si sono messi in attacco (o in difesa), si aggiungono eventuali modificatori “+2” o valori bonus per aver schierato dei campioni che ricoprano il ruolo di attaccante/difensore per la rispettiva fase in cui il giocatore attacca/difende.

Uno scarto di almeno due punti sul lancio dei dadi fa segnare un goal (sia che si attacchi o che si difenda), salvo modificatori per campioni schierati, personaggi del proprio entourage o eventi vari.
Si tracciano i risultati, si prendono soldi in base al livello dello stadio che ospita la partita in corso e dei diritti TV e si ricomincia per un nuovo turno dopo aver pagato gli stipendi ai giocatori/personale e la manutenzione alle varie infrastrutture.
Inizia Ilaria che con il Rio Delfino spinge subito forte sulle infrastrutture e in fase piazzamento occupa subito le zone azione che hanno solo due spazi (diritti TV, vivaio).
Vincenzo invece sceglie una strategia mista in cui acquista nuovo personale per avere bonus non solo durante la partita ma anche nelle altre fasi di gioco. Poi pompa forte sull’upgrade dello stadio per aumentare le entrate nella fase partita.

Io con LA invece investiamo sulle punte di diamante: come prima cosa mi accaparro Alex Parolaccia che mi aiuterà nelle fasi in cui attacco per fare goal anche con un solo punto di scarto (non con i classici due). Poi inizio ad ampliare stadio e centro sportivo, aumentando le entrate ad ogni partita in casa e sviluppando connessioni malavitose con le emittenti televisive per ricevere incassi più alti ad ogni turno.
Alex si trova a fare la sua prima partita contro di se, in campo si scontra contro se stesso (la mia carta giocatore-gold appena acquistata!), sembra il paradosso spazio-temporale di Doc e Marty!
Prende una bella paga e non riesce a fare cash flow visto che spende molto nel vivaio per punti vittoria nelle fasi finali ma che nel breve termine lo costringono a lavorare sempre senza un centesimo e si trova a passare più volte per la banca dove gli mettono sgargianti cravatte a forma di cappio scorsoio.

Mentre LA si mangia patatine e si beve ogni tipo di bibita che Davide&Co. mettono a disposizione, noi calciatori di boardgame ce le diamo sul campetto sintetico di Campioni del borgo come se non ci fosse un Tiki Taka la sera su Italia1, ce ne freghiamo dello spumantino ma preferiamo il calcio-Champage, le critiche degli opinionisti alla Mughini non ci sollazzano.

Vincenzo sfoggia le sue i suoi acquisti di mercato estivo ma Ilaria ha una fortuna che è seconda solo alla dea bendata in una bisca a LasVegas e se perde un match si riprende con gli interessi televisivi e le scommesse sottobanco.
Alex arranca tipo Anakin dopo averle prese da Obi-One sul vulcano, io dopo un inizio tranqui parto con la carburazione ma nei match decisivi i dadi mi remano contro tipo fratelli Abbagnale e non vedo la luce come Ray Charles.
Intorno le due ore di gioco siamo ormai in zona Cesarini per le energie del piccolo LA: mancano solo un paio di turni, il torneo andata/ritorno è quasi completo ma la strada che ci separa da casa è lunga e buia e vince la saggezza di tornare piuttosto che la voglia di completare la partita.
Chiudiamo con un conteggio finale, trasformando tutte le entrate in soldi e i valori delle track in punti vittoria (i punti allenamento, il numero di giocatori extra acquistati etc.).
STRAVINCE Ilaria dando una bella sparecchiata ai nostri deretani da giocatori di calcetto rodatissimi. Vincenzo è il primo degli ultimi mentre il terzo gradino è per me e LA che nel frattempo dorme già in piedi. Alex smolla un paio di parolacce come da personaggio e si riconferma ultimo al suo gioco, dove gli amici sono ormai più forti di lui!
TUTTO PER UNA CHAMPIONS
Mentre torno sulla buia Pontina, LA ronfa sul suo sedile e ho il tempo di pensare a Campioni del Borgo: con gli ultimi aggiustamenti è veramente un german molto cazzuto, con quel pizzico di alea che a me piace perché sposa perfettamente i ribaltoni delle pagine calcistiche del lunedì quando ti aspetti la squadra capolista vincente in casa e invece ne ha presi 4 dall’ultima in classifica.

In generale il gioco mi evoca Dojo-Kun di Roberto Pestrin, un gioco che ha saputo ricavarsi il rispetto che merita bilanciando sapientemente la parte più german alla rissa tipicamente american dove i giocatori interagiscono non solo indirettamente per il piazzamento in zone a numero limitato, ma se le danno di santa ragione in modo decisamente diretto!
La parte manageriale è semplice e lineare, ma permette tante strade per aggiungere modificatori alla "fase partita” e comunque permette di seguire traiettorie differenti per la fase punteggio conclusiva.
Il match sul campo risulta veloce ed intuitiva, senza tempi morti o downtime a ronfare guardando gli altri: schieri gli undici giocatori, piazzi in difesa o attacco per creare lo schema più idoneo ai giocatori chiave, al personale addetto ai lavori e ai bonus acquisiti nella parte precedente. Poi ROLLI, ROLLI e si tirano le somme. Tutto è oleato come una panzanella, la sfida scorre via veloce e stai già a pensare che impatto avrà quel pareggio o come riuscirai a recuperare una sconfitta bruciante.

La sensazione è di crescita del proprio business con gli indicatori sulle track che salgono e scendono tra i soldi investiti negli impianti, quelli presi dalla banca, tra le ore di allenamenti nel vivaio e il prestigio in classifica.
Insomma, ora manca solo che il progetto abbia inizio. In tal senso Alex ha già qualche idea e qualche asso nella manica ma anche l’appoggio di una casa editrice emergente che voglia valutare il progetto e investire nell’idea e nella passione di “Parolaccia” non sarebbe male :D

Staremo a vedere, nel frattempo prima della fine dell’estate un’altra partitella è d’obbligo anche perchè i polpacci sono caldi, le tibbbie hanno fame di menare legnate e quando il gioco si fa duro, i campioni del borgo iniziano a grufolare nel campo come cinghiali nella macchia.

In bocca al lupo a tutti i Campioni del Borgo dalla cricca di BoardaGameFriends.

3 commenti:

  1. Fantastica recensione, grazie mille Alberto! Ti aspettiamo per una partita (completa) quando vuoi! 😉

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    1. Ma certo Ilà! Intanto vi sto vicino una volta ogni due giorni pedalando sull'Ammazzacani ahahaha
      Alla prossima :D

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  2. allora cominciamo col dire che io detesto il calcio, lo reputo uno dei mali endogeni del nostro tempo. Ciò detto......sto gioco è na ficata !!!!! Stesse sensazioni di Dojo Kun ma con più profondità, ben nascosta dietro ai disegni da caricatura. La pianificazione corretta della propria sede e dei propri investimenti è per assurdo molto più importante della partita giocata. Certo, perderle tutte è un disastro ma non devi per forza vincere il campionato per vincere la partita. E io ho giocato una versione anche più grezza di quella attuale mi sembra di capire...ok ok tocca da' na mano a sto ragazzo. Bene...

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